sabato 27 marzo 2021

F R O G E di Enzo Di Giovanni


Le froge larghe a cercare
l'aria pura per annusare
l'odore dei miei vestiti
e gli sforzi miei falliti.
Lo sguardo nei miei occhi
pieno il cielo di rintocchi
ma il mio cuore era nero
come pure il mio pensiero.
Piccolo cucciolo amor mio
ho pregato persino Iddio
anche se non sono devoto
dentro me un maremoto.
Quando sarò sulle mie valli
guarderò quei bei cavalli
le froge aperte al vento
a segnare il mio tormento.
E ricorderò quel lettino
sul quale tu eri supino
a cercar aria ai polmoni
ché ancor mi emozioni.
Più non avrò i tuoi respiri
più non avrò i tuoi sospiri
quando a letto io andavo
e con un bacio ti salutavo.


©Enzo Di Giovanni Premio Parole Nuove AnimaDiVento2021



DI QUELLE FROGE IMMAGINARIE di G.Piero Donnici


Io, intrepido sognatore,
cavalco un selvaggio destriero
che sbuffando dalle froge
s'accinge maestoso
alla volta di un castello
edificato nel ventre
di un'inafferrabile notte.
Volgo preghiere alla luna
avvolto tra i vapori
di quelle froge immaginarie,
vapori spinti via dal vento
mentre cavalco ardito
seguendo il cuore
del mio sentiero innato.
Incrocio echi di voci
errando leggero
verso ignoti confini di mondo
e in groppa al mio destriero
mi ritrovo di colpo
svanito in un sogno.

©G.Piero Donnici Premio Parole Nuove AnimaDiVento2021



Fetonte (froge) di Alberta Accattoli


Oh, voi fanciulle dalle labbra rosate
piangete per il mio triste destino!
Io fui Fetonte dalla bionda chioma
agile il piede, sguardo di zaffiro
figlio di Helios dal cocchio dorato
che luce porta agli umani ed il calore
preso fui un dì da infausto orgoglio
di guidar la quadriga su nell’aere.
Il padre alfin cedette al mio desire
delle sorelle mie, sordo ai timori
io aggiogai le candide cavalle
dalle criniere lucenti come bronzo
le spinsi fino ai limiti del cielo
per poi scender come folgore sui campi.
Dalle frementi, dilatate froge
un vento caldo usciva e dava morte
bruciaron boschi, si seccaron prati
non mi fermai davanti a quel disastro.
Mosso a pietà dal pianto degli umani
il carro Zeus con folgore colpì
come uccello raggiunto dalla freccia
caddi sul nero suolo e lì morii.
Il padre mio, dal dolore piegato
pace non trova e resta buio il mondo
lacrime d’ambra piangon le sorelle
stormiscono già al vento come pioppi.


©Alberta Accattoli ​Premio Parole Nuove AnimaDiVento2021



Froge DI Vincenza Laface

 

L'uomo che non è riuscito
a perdonarsi per non essersi
sentito amato da chi lo ha generato
disperde dalle froge le fiamme
della disperazione
Avrà con sé un amore addolorato
questo amore disgraziato
da lui stesso condannato
continuerà a torturarlo
restandone privato
privando d'amore
tutto ciò che ha toccato
Le urla parlano di sé
lancia un linguaggio che piega
un pensiero poetico
lo affonda nell'eco infernale
del suo essere patetico
Chi uccide l'amore
uccide il cuore dell'essere vitalità
e chi si batte per farlo battere
salverà sé stesso e tutta l'umanità

©Vincenza Laface ​Premio Parole Nuove AnimaDiVento2021


TUONO! (FROGE) di MariaVittoria Massimo


Un forte tuono
un soffio di froge vento
trotta attraverso gli alberi
un respiro ahimè stanco
si solleva raggiante nell’aria...
un grido delicato
aperto al profumo dei fiori...
una goccia d’acqua
cancella la serenità...
il vapore dell’umido
causa malessere
nelle narici dell’uomo...
il vento dilata
I polmoni e le froge dei cavalli
nelle arcate praterie
mentre trottano nell’estremità
delle stalle...
la forza dello sbuffone froge
fischia forte da fare paura...
il povero uomo privo di fiato
si nasconde dal froge vento.
l’alba si avvicina, il vento tace
l’uomo finalmente è libero
dall’ingombrante fileggiante froge.

©MariaVittoria Massimo ​Premio Parole Nuove AnimaDiVento2021








La Piratessa Nenè (Froge) di Giovanna Malara Restuccia


All'alba d'una mattina, dentro le mura d'una umile casina, si svegliò Nenè,
la piccola principessina.
Con una feluca di carta in testa, un mestolo per spada e grandi stivaloni da pesca, s'improvvisò audace piratessa.
Scorrazzando su e giù pel giardino, urlò a gran voce "ciurma vieni a me… svegliamo il dormiglione Re pe saccheggiar coccole cioccolatini caramelle e biscottini da tè".
Corsero al richiamo una vecchia gatta miagolando ed un giovane papero starnazzando.
"Oggi è la mia festa!" disse ai sudditi amici la buffa piratessa, e svolazzando come farfalla tra i cespugli di margherite e le vecchie calle ingiallite, intonava canzoni d'un tempo ormai sbiadite.
Ma ahimè… sull'aiola delle vermiglie rose, misera fine pose.
Scoppiò dirotto il pianto, con il culo a terra finì tutto il suo vanto.
"Cos'è mai questa sarabanda nel giardino del Re"
disse con tono fermo un uomo chinandosi alle lacrime di Nenè.
Ella alzò lo sguardo, e tra un singhiozzo e l'altro
"Son io mio Re la principessina Nenè".
In quell'istante si posò delicata una carezza sulle gote bagnate ed un bacio sulle rosse froge dal pianto dilatate.
Stretta al suo" albero" maestro, Nenè riaprì vele al suo estro, e seduta, del padre sulle forzute gambe, disse con timbro quasi arrogante…
"Sei mio prigioniero giovanotto"...
Era il 4 giugno del 78.

© Giovanna Malara Restuccia (S77M) ​Premio Parole Nuove AnimaDiVento2021



Nell’aria del mattino (froge) di Saverio Chiti


Alto si perdeva lo sguardo suo
e con froge aperte, nel cielo
percepiva l’aria del mattino
ch'era fresca al viso
e delicata lambiva il cuore
come fosse stato rimpianto
per la dissoluta notte
compiuta col sorgere del novizio sole...
Sì aveva amato in ogni suo momento
in ogni attimo disperso
di quella assurda vita
spesso fatta di rimpianti
e occasioni mancate,
eppure ancora una volta era lì
col naso all'insù
cercando quel suo profumo
nell’aria del mattino...
Chissà, si disse
se anche l'anima trasmigra
ogni vostra che l’amore distoglie la vista
dal cielo azzurro del sentimento;
una voce, calda, seppure flebile
arrivò da dentro la stanza
come fosse stata distante
ma così vicina al suo cuore,
in vita nulla era stato di più celestiale
di quel che non fu solo una voce
ma passione di vita nella sua stessa vita;
ecco che ora, ridotta a un leggero bisbiglio
nulla aveva perso di sé
nemmeno la magia dell’amore
in quell’aria del mattino...

© Saverio Chiti Premio Parole Nuove AnimaDiVento2021