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La poesia di Annamaria Vezio – di Enrico Marco Cipollini Ogni silloge si dipana su tanti e sovra tutto svariati e speziati temi i quali hanno, un comune denominatore che è la trascendenza –i titoli non sono messi a caso- da un mondo dominato dal tempo edace e costellato più da dolori che gioie per cercare una dimensione di pieno amore, una ricerca tramite il lògos poetico della comprensione dell’essere in quanto la verità non si nasconde più ma si disvela nel senso greco del verbo. Tolto il velo dell’apparenza alla mondanità, il sostrato che mai non muta è il dolore, la sofferenza, la gioia, il valore degli affetti: ciò che l’Autrice chiama «essenza della persona» non vista come mezzo, strumento ma quale fine a sé stante. Sia ben chiaro, noi non leggiamo il mondo ma il nostro mondo, non appercepiamo le cose ma le nostre cose, i nostri desideri e non delle astratte esigenze e nella poesia, linguaggio anti-reificante per antonomasia, domina il cosiddetto “fantasma iconico” che, detto in altre parole, non è altro che la diversa capacità significativa della parola. Impossibile quindi “oggettivizzare” la poesia, impossibile a tradursi in altro linguaggio. Il critico e il l

martedì 26 novembre 2024

Della metafora AnnamariaVezio


 

venerdì 22 novembre 2024

AnimaCorpoMente AmVezio

 

"Il nostro pensiero detta parole che ci ricordino l'unione AnimaCorpoMente, e... lasciamo versi al nostro passaggio per ricordarci la via che ci conduce al cielo..."

©2024AmVezioUmaniPerCaso





L'ora e il qui AnnamariaVezio

 

L'anima è randagia, 

perpetua camminatrice a seguire orizzonti oltre confini, 

fino all'incontro del nucleo, 

laddove il Tutto e il Nulla è prodromo del momento di esistenza: 

l'ora e il qui.



©2017AmVezioUmaniPerCaso



Dell'essere fortunati - AnnamariaVezio

 Sono fortunata, d'ogni dolore e malattia e fallimento, mantengo solo la lontana eco,

d'ogni gioia e rinascita e vittoria, mantengo l'armonia del suono.

Sono fortunata: dimentico quanto mi fa male

e rinnovo il ricordo d'ogni bene.

E sto bene.

E vorrei essere virale

©2017UmaniPerCasoAmVezio




AnimeDiVento

La parola scalza - Di Giovanna Malara Restuccia

Era lì, seduta a guru sulle scogliere di basalto, tra il profumo del cappero e il muschio salmastro, spesso mi domandavo: se la bellezza re...