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La poesia di Annamaria Vezio – di Enrico Marco Cipollini Ogni silloge si dipana su tanti e sovra tutto svariati e speziati temi i quali hanno, un comune denominatore che è la trascendenza –i titoli non sono messi a caso- da un mondo dominato dal tempo edace e costellato più da dolori che gioie per cercare una dimensione di pieno amore, una ricerca tramite il lògos poetico della comprensione dell’essere in quanto la verità non si nasconde più ma si disvela nel senso greco del verbo. Tolto il velo dell’apparenza alla mondanità, il sostrato che mai non muta è il dolore, la sofferenza, la gioia, il valore degli affetti: ciò che l’Autrice chiama «essenza della persona» non vista come mezzo, strumento ma quale fine a sé stante. Sia ben chiaro, noi non leggiamo il mondo ma il nostro mondo, non appercepiamo le cose ma le nostre cose, i nostri desideri e non delle astratte esigenze e nella poesia, linguaggio anti-reificante per antonomasia, domina il cosiddetto “fantasma iconico” che, detto in altre parole, non è altro che la diversa capacità significativa della parola. Impossibile quindi “oggettivizzare” la poesia, impossibile a tradursi in altro linguaggio. Il critico e il l

mercoledì 30 settembre 2026

Babilonia il grande inganno Di Giovanna Malara Restuccia (S77M) Premio Parole Nuove

 

Babilonia il grande inganno


Sotto il peso

d'una cupola di silicio,

l'aria odora di miraggi

e noi sovrani del niente,

seduti su troni di cartapesta…

e nel mentre l'orizzonte si tinge

di albe artificiali,

beviamo dai calici della distrazione

dimenticando

le radici di casa nostra.

E santole di Babilonia,

a locciàre sul nulla

mentre ci vendono sogni

in offerta.

La verità nuda dentro al pozzo,

seppellita sotto dune di algoritmi e promesse...

Ma dove si nasconde il battito sincero?

Forse dove il cemento si squarcia e lascia passare un filo d'erba ostinato,

o nel vento antico,

che mai stanco

lìnge il cielo oscurato?

Non vi sono catene ai polsi,

ma alchimie invisibili

che avvelenano il pensiero...

E noi,

sonnambuli sul ciglio delle convinzioni,

continuiamo a confondere

il riflesso della luna

con la luce di un faro.


Giovanna Malara Restuccia (S77M)








martedì 21 luglio 2026

Non sempre di Annamaria Vezio


 

di Annamaria Vezio


 

lunedì 13 aprile 2026

Laura Segantini - Eccellenze poetiche Anime di Vento 2026

 


martedì 17 marzo 2026

Penetrare la cortina dell'infelice -AnnamariaVezio-

siamo sempre in cammino, "accrescere l'anima" è il motivo del passaggio nella nostra storia...


"Penetrare con la tenerezza la cortina dell'infelice è possibile.

 La tenerezza nasce dal dolore vissuto, così come la durezza;

il dolore può renderci aperti così come restringerci in bui confini. 

Chi ha trasformato il proprio dolore in amore 

e ha riconosciuto il mezzo per donarlo,

 non può esimersi dal mostrarlo e offrirlo,

 ma deve saper discernere,

 il ricevente può essere un cuore aperto, 

così come una macina che sgretola qualunque seme. 

Amare è imperativo, donare è lo strumento,

 non disperdere il seme dell'amore è consigliato."


©2015UmaniPerCasoAmVezioText&Immage




sabato 14 marzo 2026

Poetare è... AnnamariaVezio

 




Poetare è

 "fermare gl’istanti nella freccia dell'emozione..."

 ©2026AnnamariaVezioUmaniPerCasoText&Image


giovedì 19 febbraio 2026

Alcuni tempi dell'anima ... AnnamariaVezio

 

Alcuni tempi dell'anima sono recettivi solo al silenzio:
i suoni delle parole sono troppo forti e vibrano in cacofonie;
i suoni dei pensieri, hanno il volume di barattoli rotolanti sul selciato.
Perfino il pulsare del cuore pare far rumore.
©2015AnnamariaVezioText&Image


AnimeDiVento

La parola scalza - Di Giovanna Malara Restuccia

Era lì, seduta a guru sulle scogliere di basalto, tra il profumo del cappero e il muschio salmastro, spesso mi domandavo: se la bellezza re...