sabato 5 febbraio 2022

"Donna Nuda" Di Annamaria Vezio (narrativa)

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DONNA NUDA
Una persona come tante (o forse no, una persona speciale, e scopriremo il perché) improvvisamente spogliata di tutto, carriera, soldi, vita sociale, dignità: può capitare a tutti, anche ai migliori. Tutto inizia con qualcuno che, talvolta platealmente talvolta di nascosto, carica sassi nelle nostre tasche, uno alla volta. All’inizio non ce ne accorgiamo, poi il peso diventa insopportabile e, a un certo punto, anche un unico sassolino in più fa scattare la trappola: si precipita. E quando si precipita, di colpo si perde proprio tutto, in un tritacarne che frantuma anche la più tenace resistenza.
L’Autrice ci trascina nel vortice della Protagonista, direttamente all’interno della sua anima, sprofondata in un buco nero: è solo l’inizio di un viaggio alla ricerca della luce. Ma non c’è Virgilio a guidarla, e questa Donna ormai Nuda deve fare tutto da sola.
Annichilita e sbatacchiata come uno straccio dai marosi e del vento furioso, che la lambiscono e intendono portarsela via, a un passo dalla morte, con la forza della disperazione, cerca di aggrapparsi a qualcosa per resistere: prima qualche vaga immagine delle piantine portate in esilio con sé, poi i paesaggi di un inverno rabbioso al mare, canti di uccelli di una quercia e poi ancora, dopo le immagini vissute con lo spirito di una pittrice, emozioni talmente brucianti da risvegliare, piano piano il cuore: una zingara che non cerca la carità ma la elargisce in silenzio, un malato ormai rassegnato a trapassare ma sereno perché la protagonista gli terrà la mano, la voce dei familiari lontani che la cercano. Catarsi difficilissima, ma il grande pregio di questa Donna è che, dopo i primi tempi di sbigottimento quando le disgrazie incombono, riesce ad accettare la sfida, spalancando le braccia: sa che il libeccio soffia fortissimo, inutile mettersi contro, lo abbraccia, si fa trascinare, ma tiene in mano il filo di Arianna: resisterà? Non si perderà? Non si può anticipare nei dettagli la trama di questo Viaggio dell’Anima intenso e profondo, che parte dall’urlo di Munch, segue la tragedia greca, il dolore nella concezione di Carlo Emilio Gadda, descrive una protagonista che non può vivere con gli occhi asciutti, talvolta Mary Poppins, ma con la forza e l’intensità di sentimenti della Giovanna D’arco di Mark Twain. Qui si impara che non è la forza bruta di Alessandro Magno a sciogliere i nodi, ma la pietas di San Francesco.
Colpisce, incontrando Annamaria, l’attenzione e l’ascolto attento, lo sguardo vivissimo, la cultura poliedrica, e la grande sensibilità. Le stesse caratteristiche della protagonista di questa opera, che spicca decisamente tra le produzioni letterarie attuali: un viaggio, colorato a tinte forti, dentro l’anima.
Come guardare un autoritratto di Vincent Van Gogh.
Adelfo Maurizio Forni
Como, 13 agosto 2021
-"Donna Nuda" è un romanzo che non si sviluppa in linea retta: la storia si snoda pagina dopo pagina e la sua protagonista si svela solo poco alla volta. È una collezione di frammenti di vita, lottata, abbracciata e compresa, quanto ripudiata e schiaffeggiata ma sempre offerta in tutta la sua brutale bellezza dalla voce dell’autrice. Sono frammenti, schegge di uno specchio in frantumi, quello di una donna in carriera che dall’oggi al domani si ritrova orfana della vita che conosceva e straniera in una terra sconosciuta: paesaggi e passaggi, filtrati con gli occhi della poesia e velati di un leggero ma persistente misticismo che aiuta a trovare un cammino anche dove i passi si sono smarriti. La sfida della protagonista è proprio ricordare episodi e pensieri, rivivere, per ricomporsi. Ma il risultato non è scontato né prevedibile.-
Ludwig Conistabile
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-"Donna Nuda" è un romanzo che non si sviluppa in linea retta: la storia si snoda pagina dopo pagina e la sua protagonista si svela solo poco alla volta. È una collezione di frammenti di vita, lottata, abbracciata e compresa, quanto ripudiata e schiaffeggiata ma sempre offerta in tutta la sua brutale bellezza dalla voce dell’autrice. Sono frammenti, schegge di uno specchio in frantumi, quello di una donna in carriera che dall’oggi al domani si ritrova orfana della vita che conosceva e straniera in una terra sconosciuta: paesaggi e passaggi, filtrati con gli occhi della poesia e velati di un leggero ma persistente misticismo che aiuta a trovare un cammino anche dove i passi si sono smarriti. La sfida della protagonista è proprio ricordare episodi e pensieri, rivivere, per ricomporsi. Ma il risultato non è scontato né prevedibile.-
Ludwig Conistabile



INTRODUZIONE a DONNA NUDA


Una persona come tante (o forse no, una persona speciale, e scopriremo il perché) improvvisamente spogliata di tutto, carriera, soldi, vita sociale, dignità: può capitare a tutti, anche ai migliori. Tutto inizia con qualcuno che, talvolta platealmente talvolta di nascosto, carica sassi nelle nostre tasche, uno alla volta. All’inizio non ce ne accorgiamo, poi il peso diventa insopportabile e, a un certo punto, anche un unico sassolino in più fa scattare la trappola: si precipita. E quando si precipita, di colpo si perde proprio tutto, in un tritacarne che frantuma anche la più tenace resistenza.  
L’Autrice ci trascina nel vortice della Protagonista, direttamente all’interno della sua anima, sprofondata in un buco nero: è solo l’inizio di un viaggio alla ricerca della luce. Ma non c’è Virgilio a guidarla, e questa Donna ormai Nuda deve fare tutto da sola.
Annichilita e sbatacchiata come uno straccio dai marosi e del vento furioso, che la lambiscono e intendono portarsela via, a un passo dalla morte, con la forza della disperazione, cerca di aggrapparsi a qualcosa per resistere: prima qualche vaga immagine delle piantine portate in esilio con sé, poi i paesaggi di un inverno rabbioso al mare, canti di uccelli di una quercia e poi ancora, dopo le immagini vissute con lo spirito di una pittrice, emozioni talmente brucianti da risvegliare, piano piano il cuore: una zingara che non cerca la carità ma la elargisce in silenzio, un malato ormai rassegnato a trapassare ma sereno perché la protagonista gli terrà la
mano, la voce dei familiari lontani che la cercano.
Catarsi difficilissima, ma il grande pregio di questa Donna è che, dopo i primi tempi di sbigottimento quando le disgrazie incombono, riesce ad accettare la sfida, spalancando le braccia: sa che il libeccio soffia fortissimo, inutile mettersi contro, lo abbraccia, si fa trascinare, ma tiene in mano il filo di Arianna: resisterà? Non si perderà? Non si può anticipare nei dettagli la trama di questo Viaggio dell’Anima intenso e profondo, che parte dall’urlo di Munch, segue la tragedia greca, il dolore nella concezione di Carlo Emilio Gadda, descrive una
protagonista che non può vivere con gli occhi asciutti, talvolta Mary Poppins, ma con la forza e l’intensità di sentimenti della Giovanna D’arco di Mark Twain. Qui si impara che non è la forza bruta di Alessandro Magno a sciogliere i nodi, ma la pietas di San Francesco.
Colpisce, incontrando Annamaria, l’attenzione e l’ascolto attento, lo sguardo vivissimo, la cultura poliedrica, e la grande sensibilità. Le stesse caratteristiche della protagonista di questa opera, che spicca decisamente tra le produzioni letterarie attuali: un viaggio, colorato a tinte forti, dentro l’anima. 
Come guardare un autoritratto di Vincent Van Gogh.


Adelfo Maurizio Forni

Como, 13 agosto 2021




mercoledì 2 febbraio 2022

Agèmina è il mio amore per te Di Concetta La Placa

Agemina è il nostro amore

che, ricco di profonde emozioni,

stilla, ancora,

gocce di antica passione e si intreccia,

con ardore

di pensiero, ai nostri lunghi silenzi,

carichi di cesellato desiderio.

Si intarsia tra i solchi profondi

del sentimento

e scava negli incavi più tristi e malinconici

di quella vita agognata che non fu

e che, per sempre, mai più sarà.


©2022Concetta La Placa Premio Parole Nuove




"Volo" Di Matilde D'Amore

 

Rugginosi fili di un tramonto autunnale

avvolgono il cuore.

Di Agèmina solchi di vita forgiano il petto,

incastri ad intarsi di stelle splendono nella notte buia.

Un tintinnio battente di gocce di pioggia su stopposi peltri

rompono il silenzio,

meteora abbandonata da istanti di cielo, 

su ambrate dune di un tempo, 

che l'oro mattutino abbraccia,

granelli abbattuti dal freddo, 

lungo il sentiero nell'incavo delle ferite scuotono i sensi.

Sottili lamelle infiltrate nelle fessure degli occhi 

giocano e svegliano me.

M'involo fra l'eternità di infinite nuvole

e da sprazzi di notte,

che la luna mi regala mi faccio trovare.


©2022Matilde D'Amore PremioParoleNuove






Fusione d'amore Di Rodolfo Alessandro Turano

 

Non v'è momento

che non ti sento

altro non voglio...

...come intrecciati

Incastonati

...sei un fuoco lento

ardente rosa

Sei la mia sposa

Divina fortuna

In me ribolle ogni sentire

se sei vicina...

Se siam lontani tutto si stinge

Si ricolora nel rivederti

...che gioia averti

Come distinguer me da te

non so più il modo

quanto ti ho dentro...

ne soffro e ne godo

Quanto ogni cosa solo con te

e solo perché

ora ci sei

un senso acquista...

...nostra conquista

Ohh Reale Amor

agemina lucente anima intrecciata

d'argento e dorata

dal Sol baciata

alla Luna donata

rifletti ogni or e per sempre

le mille luminose sfumature

e fai ancor nostre

per millenni ancora

le magiche vie

che all'imbrunir si sciolgono

ma che l'amor tenace e fiero

sempre riintreccia.


©2022Rodolfo Alessandro Turano PremioParoleNuove



Agèmina Di Maria Spoto

 

Incidono, provocano

ferite nell'anima

intarsi di lemmi mai detti,

frammenti di eventi quotidiani

gioie, dolori vissuti

tessere del puzzle

che è la tua vita.

Batti

con scalpello sul coraggio,

asporta

tutte le asperità,

soffia via

la polvere,

plasma, leviga la pietra del cuore

e proprio lì nei suoi solchi,

nelle sue agèmine

inizia

l'opera di incastro.

Con fili di seta e lamine d'oro

intarsia

arcobaleni dopo le tempeste,

decora

con lamelle di rame

lacrime di sale versate in solitudine,

abbellisci

con foglie d'argento

briciole di tenerezza

e palpiti di emozioni.

Il tuo marmo carezzato,

modellato e decorato

riprende vita, vigore

e nell'intarsio agèminato

i pezzi riportano all'unità

la ricerca di nuovi valori

e il desiderio

di costruire solide realtà.


©2022Maria Spoto PremioParoleNuove




Le tue Mani Di Elisa Mascia


In dono la capacità di forgiare,

tracciato progetto nella mente.

Agemina, tecnica usata anticamente,

scolpire a cesello, preziosi decorare,

oro in fili e fogli d'argento abbracciati

diventano uno in policromo incastro

anima traslucida di alabastro,

sagome angeliche presto intarsiate.

Dai vita a creazioni di unicità distinte

dalle mani soffia l'alitar del cuore

che si percepisce già che non muore

con sangue e dolore le hai dipinte.

L'arte dell'agèmina, lusso in eterno

custode d'amore, ne è il perno.


 ©2022Elisa Mascia PremioParoleNuove




Agèmina Di Silvana Galia

Sguardi che penetrano 

raggiungendo l'anima 

Il pensiero unisono

e languidi corpi...

Il suo corpo sul tuo

agemina e intarsia 

brividi e spasmi d' amore...

Tace la bocca e il cuor palpita 

come l'orologio che batte 

i secondi che lascia 

attraversa tempi e parole 

ricordi d'amore...

In estasi di pace si specchia 

e il lago folgore esamina la tua pelle...

Agemina splende sui corpi...

"Eravamo un corpo in due" 

sussurrò l'ego bagnando

sulle acque il suo corpo

e le algide acque 

l'abbracciarono forte...


 ©2022Silvana Galia PremioParoleNuove