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La poesia di Annamaria Vezio – di Enrico Marco Cipollini Ogni silloge si dipana su tanti e sovra tutto svariati e speziati temi i quali hanno, un comune denominatore che è la trascendenza –i titoli non sono messi a caso- da un mondo dominato dal tempo edace e costellato più da dolori che gioie per cercare una dimensione di pieno amore, una ricerca tramite il lògos poetico della comprensione dell’essere in quanto la verità non si nasconde più ma si disvela nel senso greco del verbo. Tolto il velo dell’apparenza alla mondanità, il sostrato che mai non muta è il dolore, la sofferenza, la gioia, il valore degli affetti: ciò che l’Autrice chiama «essenza della persona» non vista come mezzo, strumento ma quale fine a sé stante. Sia ben chiaro, noi non leggiamo il mondo ma il nostro mondo, non appercepiamo le cose ma le nostre cose, i nostri desideri e non delle astratte esigenze e nella poesia, linguaggio anti-reificante per antonomasia, domina il cosiddetto “fantasma iconico” che, detto in altre parole, non è altro che la diversa capacità significativa della parola. Impossibile quindi “oggettivizzare” la poesia, impossibile a tradursi in altro linguaggio. Il critico e il l

sabato 5 febbraio 2022

"Donna Nuda" Di Annamaria Vezio (narrativa)

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DONNA NUDA
Una persona come tante (o forse no, una persona speciale, e scopriremo il perché) improvvisamente spogliata di tutto, carriera, soldi, vita sociale, dignità: può capitare a tutti, anche ai migliori. Tutto inizia con qualcuno che, talvolta platealmente talvolta di nascosto, carica sassi nelle nostre tasche, uno alla volta. All’inizio non ce ne accorgiamo, poi il peso diventa insopportabile e, a un certo punto, anche un unico sassolino in più fa scattare la trappola: si precipita. E quando si precipita, di colpo si perde proprio tutto, in un tritacarne che frantuma anche la più tenace resistenza.
L’Autrice ci trascina nel vortice della Protagonista, direttamente all’interno della sua anima, sprofondata in un buco nero: è solo l’inizio di un viaggio alla ricerca della luce. Ma non c’è Virgilio a guidarla, e questa Donna ormai Nuda deve fare tutto da sola.
Annichilita e sbatacchiata come uno straccio dai marosi e del vento furioso, che la lambiscono e intendono portarsela via, a un passo dalla morte, con la forza della disperazione, cerca di aggrapparsi a qualcosa per resistere: prima qualche vaga immagine delle piantine portate in esilio con sé, poi i paesaggi di un inverno rabbioso al mare, canti di uccelli di una quercia e poi ancora, dopo le immagini vissute con lo spirito di una pittrice, emozioni talmente brucianti da risvegliare, piano piano il cuore: una zingara che non cerca la carità ma la elargisce in silenzio, un malato ormai rassegnato a trapassare ma sereno perché la protagonista gli terrà la mano, la voce dei familiari lontani che la cercano. Catarsi difficilissima, ma il grande pregio di questa Donna è che, dopo i primi tempi di sbigottimento quando le disgrazie incombono, riesce ad accettare la sfida, spalancando le braccia: sa che il libeccio soffia fortissimo, inutile mettersi contro, lo abbraccia, si fa trascinare, ma tiene in mano il filo di Arianna: resisterà? Non si perderà? Non si può anticipare nei dettagli la trama di questo Viaggio dell’Anima intenso e profondo, che parte dall’urlo di Munch, segue la tragedia greca, il dolore nella concezione di Carlo Emilio Gadda, descrive una protagonista che non può vivere con gli occhi asciutti, talvolta Mary Poppins, ma con la forza e l’intensità di sentimenti della Giovanna D’arco di Mark Twain. Qui si impara che non è la forza bruta di Alessandro Magno a sciogliere i nodi, ma la pietas di San Francesco.
Colpisce, incontrando Annamaria, l’attenzione e l’ascolto attento, lo sguardo vivissimo, la cultura poliedrica, e la grande sensibilità. Le stesse caratteristiche della protagonista di questa opera, che spicca decisamente tra le produzioni letterarie attuali: un viaggio, colorato a tinte forti, dentro l’anima.
Come guardare un autoritratto di Vincent Van Gogh.
Adelfo Maurizio Forni
Como, 13 agosto 2021
-"Donna Nuda" è un romanzo che non si sviluppa in linea retta: la storia si snoda pagina dopo pagina e la sua protagonista si svela solo poco alla volta. È una collezione di frammenti di vita, lottata, abbracciata e compresa, quanto ripudiata e schiaffeggiata ma sempre offerta in tutta la sua brutale bellezza dalla voce dell’autrice. Sono frammenti, schegge di uno specchio in frantumi, quello di una donna in carriera che dall’oggi al domani si ritrova orfana della vita che conosceva e straniera in una terra sconosciuta: paesaggi e passaggi, filtrati con gli occhi della poesia e velati di un leggero ma persistente misticismo che aiuta a trovare un cammino anche dove i passi si sono smarriti. La sfida della protagonista è proprio ricordare episodi e pensieri, rivivere, per ricomporsi. Ma il risultato non è scontato né prevedibile.-
Ludwig Conistabile
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-"Donna Nuda" è un romanzo che non si sviluppa in linea retta: la storia si snoda pagina dopo pagina e la sua protagonista si svela solo poco alla volta. È una collezione di frammenti di vita, lottata, abbracciata e compresa, quanto ripudiata e schiaffeggiata ma sempre offerta in tutta la sua brutale bellezza dalla voce dell’autrice. Sono frammenti, schegge di uno specchio in frantumi, quello di una donna in carriera che dall’oggi al domani si ritrova orfana della vita che conosceva e straniera in una terra sconosciuta: paesaggi e passaggi, filtrati con gli occhi della poesia e velati di un leggero ma persistente misticismo che aiuta a trovare un cammino anche dove i passi si sono smarriti. La sfida della protagonista è proprio ricordare episodi e pensieri, rivivere, per ricomporsi. Ma il risultato non è scontato né prevedibile.-
Ludwig Conistabile



INTRODUZIONE a DONNA NUDA


Una persona come tante (o forse no, una persona speciale, e scopriremo il perché) improvvisamente spogliata di tutto, carriera, soldi, vita sociale, dignità: può capitare a tutti, anche ai migliori. Tutto inizia con qualcuno che, talvolta platealmente talvolta di nascosto, carica sassi nelle nostre tasche, uno alla volta. All’inizio non ce ne accorgiamo, poi il peso diventa insopportabile e, a un certo punto, anche un unico sassolino in più fa scattare la trappola: si precipita. E quando si precipita, di colpo si perde proprio tutto, in un tritacarne che frantuma anche la più tenace resistenza.  
L’Autrice ci trascina nel vortice della Protagonista, direttamente all’interno della sua anima, sprofondata in un buco nero: è solo l’inizio di un viaggio alla ricerca della luce. Ma non c’è Virgilio a guidarla, e questa Donna ormai Nuda deve fare tutto da sola.
Annichilita e sbatacchiata come uno straccio dai marosi e del vento furioso, che la lambiscono e intendono portarsela via, a un passo dalla morte, con la forza della disperazione, cerca di aggrapparsi a qualcosa per resistere: prima qualche vaga immagine delle piantine portate in esilio con sé, poi i paesaggi di un inverno rabbioso al mare, canti di uccelli di una quercia e poi ancora, dopo le immagini vissute con lo spirito di una pittrice, emozioni talmente brucianti da risvegliare, piano piano il cuore: una zingara che non cerca la carità ma la elargisce in silenzio, un malato ormai rassegnato a trapassare ma sereno perché la protagonista gli terrà la
mano, la voce dei familiari lontani che la cercano.
Catarsi difficilissima, ma il grande pregio di questa Donna è che, dopo i primi tempi di sbigottimento quando le disgrazie incombono, riesce ad accettare la sfida, spalancando le braccia: sa che il libeccio soffia fortissimo, inutile mettersi contro, lo abbraccia, si fa trascinare, ma tiene in mano il filo di Arianna: resisterà? Non si perderà? Non si può anticipare nei dettagli la trama di questo Viaggio dell’Anima intenso e profondo, che parte dall’urlo di Munch, segue la tragedia greca, il dolore nella concezione di Carlo Emilio Gadda, descrive una
protagonista che non può vivere con gli occhi asciutti, talvolta Mary Poppins, ma con la forza e l’intensità di sentimenti della Giovanna D’arco di Mark Twain. Qui si impara che non è la forza bruta di Alessandro Magno a sciogliere i nodi, ma la pietas di San Francesco.
Colpisce, incontrando Annamaria, l’attenzione e l’ascolto attento, lo sguardo vivissimo, la cultura poliedrica, e la grande sensibilità. Le stesse caratteristiche della protagonista di questa opera, che spicca decisamente tra le produzioni letterarie attuali: un viaggio, colorato a tinte forti, dentro l’anima. 
Come guardare un autoritratto di Vincent Van Gogh.


Adelfo Maurizio Forni

Como, 13 agosto 2021




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