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La poesia di Annamaria Vezio – di Enrico Marco Cipollini Ogni silloge si dipana su tanti e sovra tutto svariati e speziati temi i quali hanno, un comune denominatore che è la trascendenza –i titoli non sono messi a caso- da un mondo dominato dal tempo edace e costellato più da dolori che gioie per cercare una dimensione di pieno amore, una ricerca tramite il lògos poetico della comprensione dell’essere in quanto la verità non si nasconde più ma si disvela nel senso greco del verbo. Tolto il velo dell’apparenza alla mondanità, il sostrato che mai non muta è il dolore, la sofferenza, la gioia, il valore degli affetti: ciò che l’Autrice chiama «essenza della persona» non vista come mezzo, strumento ma quale fine a sé stante. Sia ben chiaro, noi non leggiamo il mondo ma il nostro mondo, non appercepiamo le cose ma le nostre cose, i nostri desideri e non delle astratte esigenze e nella poesia, linguaggio anti-reificante per antonomasia, domina il cosiddetto “fantasma iconico” che, detto in altre parole, non è altro che la diversa capacità significativa della parola. Impossibile quindi “oggettivizzare” la poesia, impossibile a tradursi in altro linguaggio. Il critico e il l

venerdì 30 dicembre 2022

Canto della foresta Di Argia Marinetti

 


Come dipinto erano le ombre

sotto la canopea della fitta

foresta dove lento scorreva

il fiume verde senza sosta

lo guardavo passare:

era il fiume

Un tucano che viaggiava

ho visto scivolare sopra un ramo

ritto e silenzioso

insieme li guardavo passare:

era il fiume

Volavano sull’acqua farfalle

riflessi i colori aleggianti

delle immense farfalle

insieme le guardavo passare:

era il fiume, si quel fiume verde

che scorre nascosto e protetto

da canopei che senza far rumore

dona palpiti di vita alla folta

foresta che tutto nasconde

e conserva.

Tinge il tramonto il sole

insieme alle ombre

e tutto continua,

non si conoscono soste

nella verde foresta,

tutti sono presenti, frutti fiori,

animali, uccelli, vita e morte

e con la forza dell’istinto

tutti insieme accompagnano

l’idillio.


© Argia Marinetti PremioParoleNuove AnimaDiVento2022




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