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La poesia di Annamaria Vezio – di Enrico Marco Cipollini Ogni silloge si dipana su tanti e sovra tutto svariati e speziati temi i quali hanno, un comune denominatore che è la trascendenza –i titoli non sono messi a caso- da un mondo dominato dal tempo edace e costellato più da dolori che gioie per cercare una dimensione di pieno amore, una ricerca tramite il lògos poetico della comprensione dell’essere in quanto la verità non si nasconde più ma si disvela nel senso greco del verbo. Tolto il velo dell’apparenza alla mondanità, il sostrato che mai non muta è il dolore, la sofferenza, la gioia, il valore degli affetti: ciò che l’Autrice chiama «essenza della persona» non vista come mezzo, strumento ma quale fine a sé stante. Sia ben chiaro, noi non leggiamo il mondo ma il nostro mondo, non appercepiamo le cose ma le nostre cose, i nostri desideri e non delle astratte esigenze e nella poesia, linguaggio anti-reificante per antonomasia, domina il cosiddetto “fantasma iconico” che, detto in altre parole, non è altro che la diversa capacità significativa della parola. Impossibile quindi “oggettivizzare” la poesia, impossibile a tradursi in altro linguaggio. Il critico e il l

venerdì 14 febbraio 2025

OMAGGIO A GRELLO di Arturo Pucci

 

Quanto è bello a occhi chiusi divagare,
Al cervello grandi ricordi gli piace ricordare.
Di qualcosa dipinta di Grello si deve accontentare,
Anche se a lui piace il Blu e il verde ammirare.
Nel Lazio spesso si dice che la pesca è ancora Grella,
Basta aspettare un poco per vederla matura e bella.
In Campania se qualcosa non piace è ancora Grella,
Dopo qualche giorno non è più grella, ma è diventata bella.
In altri posti quando sei scherzoso sei proprio un Grello,
Quando credi a quello che ti dicono, per gli altri sei Grello.
Tu puoi anche farti una risata, tanto sei anche tu una Grella,
Se sei anche tu un Grello, non puoi che essere una bella.

© Arturo Pucci

PremioParoleNuove AnimaDiVento2025



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