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La poesia di Annamaria Vezio – di Enrico Marco Cipollini Ogni silloge si dipana su tanti e sovra tutto svariati e speziati temi i quali hanno, un comune denominatore che è la trascendenza –i titoli non sono messi a caso- da un mondo dominato dal tempo edace e costellato più da dolori che gioie per cercare una dimensione di pieno amore, una ricerca tramite il lògos poetico della comprensione dell’essere in quanto la verità non si nasconde più ma si disvela nel senso greco del verbo. Tolto il velo dell’apparenza alla mondanità, il sostrato che mai non muta è il dolore, la sofferenza, la gioia, il valore degli affetti: ciò che l’Autrice chiama «essenza della persona» non vista come mezzo, strumento ma quale fine a sé stante. Sia ben chiaro, noi non leggiamo il mondo ma il nostro mondo, non appercepiamo le cose ma le nostre cose, i nostri desideri e non delle astratte esigenze e nella poesia, linguaggio anti-reificante per antonomasia, domina il cosiddetto “fantasma iconico” che, detto in altre parole, non è altro che la diversa capacità significativa della parola. Impossibile quindi “oggettivizzare” la poesia, impossibile a tradursi in altro linguaggio. Il critico e il l

lunedì 28 ottobre 2024

Vita (Cròbilo) Di Salvatrice Motta

 


Sfido i miei pensieri
a districarsi in questo Cròbilo
che è la vita...
Si intrecciano le ore
sul mio corpo
e gli eventi travolgono
per un attimo
la mia forza...
Le radici del cuore
avviluppano
il mio essere
e l'anima
in questo caldo abbraccio
riesce a liberare
quell'amore che pulsa in silenzio
nelle viscere del tempo!

©2024 Salvatrice Motta PremioParoleNuove AnimaDiVento



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