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La poesia di Annamaria Vezio – di Enrico Marco Cipollini Ogni silloge si dipana su tanti e sovra tutto svariati e speziati temi i quali hanno, un comune denominatore che è la trascendenza –i titoli non sono messi a caso- da un mondo dominato dal tempo edace e costellato più da dolori che gioie per cercare una dimensione di pieno amore, una ricerca tramite il lògos poetico della comprensione dell’essere in quanto la verità non si nasconde più ma si disvela nel senso greco del verbo. Tolto il velo dell’apparenza alla mondanità, il sostrato che mai non muta è il dolore, la sofferenza, la gioia, il valore degli affetti: ciò che l’Autrice chiama «essenza della persona» non vista come mezzo, strumento ma quale fine a sé stante. Sia ben chiaro, noi non leggiamo il mondo ma il nostro mondo, non appercepiamo le cose ma le nostre cose, i nostri desideri e non delle astratte esigenze e nella poesia, linguaggio anti-reificante per antonomasia, domina il cosiddetto “fantasma iconico” che, detto in altre parole, non è altro che la diversa capacità significativa della parola. Impossibile quindi “oggettivizzare” la poesia, impossibile a tradursi in altro linguaggio. Il critico e il l

martedì 26 settembre 2023

Il giorno in cui... AnnamariaVezio

 


 "Anelo il giorno in cui

 attorno avremo Persone che hanno visto se stesse

 e si sanno apprezzare,

 non ci sarà più l'ingrata lotta a ogni cosa di "fuori" 

e a ogni cosa di "dentro". 

Sarà luminosa consapevolezza del proprio valore,

 del proprio universo che si è aperto all'Universo.

 Sarà desiderio di circolo di energia, di scambio, di vita sana..." 


 ©2016DaUmaniPerCasoAnnamariaVezio




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