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La poesia di Annamaria Vezio – di Enrico Marco Cipollini Ogni silloge si dipana su tanti e sovra tutto svariati e speziati temi i quali hanno, un comune denominatore che è la trascendenza –i titoli non sono messi a caso- da un mondo dominato dal tempo edace e costellato più da dolori che gioie per cercare una dimensione di pieno amore, una ricerca tramite il lògos poetico della comprensione dell’essere in quanto la verità non si nasconde più ma si disvela nel senso greco del verbo. Tolto il velo dell’apparenza alla mondanità, il sostrato che mai non muta è il dolore, la sofferenza, la gioia, il valore degli affetti: ciò che l’Autrice chiama «essenza della persona» non vista come mezzo, strumento ma quale fine a sé stante. Sia ben chiaro, noi non leggiamo il mondo ma il nostro mondo, non appercepiamo le cose ma le nostre cose, i nostri desideri e non delle astratte esigenze e nella poesia, linguaggio anti-reificante per antonomasia, domina il cosiddetto “fantasma iconico” che, detto in altre parole, non è altro che la diversa capacità significativa della parola. Impossibile quindi “oggettivizzare” la poesia, impossibile a tradursi in altro linguaggio. Il critico e il l

domenica 8 febbraio 2026

Il cammino interiore - AnnamariaVezio


 

Donne - AnnamariaVezio


 

Sorrisi - AnnamariaVezio


 

Buonanotte - AnnamariaVezio


 

martedì 13 gennaio 2026

Anime antiche - AnnamariaVezio

 

 E poi ci sono le anime antiche, quelle che si sentono bene solo nei silenzi. 

Si scostano dal fragore, le onde impazzite le scardinano. 

Le anime antiche... 

Le anime antiche tremano di freddo quando gli applausi scrosciano 

e disintegrano le onde del Creato con le loro scomposte vibrazioni. 

-È nel silenzio che si può udire ogni voce del Creato- 

Le anime antiche sorridono ai riconoscimenti massivi, 

e si chiedono perché... 

perché tal plauso…

 loro si riconoscono già; 

perché tanto rumore, tanta polvere... 

sanno già cosa e chi sono 

e soffrono del rumore attorno che abbassa le onde vibrazionali 

e le costringe a discese violente nel magma dell'inconcludenza.

Laddove loro non ci sono. 

Le anime antiche hanno voce di vento, avvolgono chiunque, chiunque può udirne il messaggio

 e chiunque può passargli attraverso o insieme; 

non si preoccupano che la voce insegni, è sufficiente che essa accarezzi e risvegli la stessa fragranza. 

Che il vento risvegli. 

E non importa che la voce abbia un volto, non importa. 

Importa che la voce risvegli. 

Le anime antiche sorridono vagando fra le sfere, 

sorridono nella tenerezza di suoni di anime affini che viaggiano insieme. 

Le anime antiche guardano mestamente quell'altre anime scomposte arrancare nel caos, 

inconsapevoli di dissolversi nel frastuono dell’assillo di essere riconosciute; 

di finire tristemente risucchiate in gole di fiamme che brucia le loro ali.


 ©2026AnnamariaVezioUmaniPerCasoText&Image







martedì 2 dicembre 2025

Quel che fai ad altri, hai fatto a te... AnnamariaVezio


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Benedetto chi non si consuma lamentandosi... ©2025UmaniPerCasoAnnamariaVezio


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AnimeDiVento

La parola scalza - Di Giovanna Malara Restuccia

Era lì, seduta a guru sulle scogliere di basalto, tra il profumo del cappero e il muschio salmastro, spesso mi domandavo: se la bellezza re...