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La poesia di Annamaria Vezio – di Enrico Marco Cipollini Ogni silloge si dipana su tanti e sovra tutto svariati e speziati temi i quali hanno, un comune denominatore che è la trascendenza –i titoli non sono messi a caso- da un mondo dominato dal tempo edace e costellato più da dolori che gioie per cercare una dimensione di pieno amore, una ricerca tramite il lògos poetico della comprensione dell’essere in quanto la verità non si nasconde più ma si disvela nel senso greco del verbo. Tolto il velo dell’apparenza alla mondanità, il sostrato che mai non muta è il dolore, la sofferenza, la gioia, il valore degli affetti: ciò che l’Autrice chiama «essenza della persona» non vista come mezzo, strumento ma quale fine a sé stante. Sia ben chiaro, noi non leggiamo il mondo ma il nostro mondo, non appercepiamo le cose ma le nostre cose, i nostri desideri e non delle astratte esigenze e nella poesia, linguaggio anti-reificante per antonomasia, domina il cosiddetto “fantasma iconico” che, detto in altre parole, non è altro che la diversa capacità significativa della parola. Impossibile quindi “oggettivizzare” la poesia, impossibile a tradursi in altro linguaggio. Il critico e il l

lunedì 28 ottobre 2024

OMAGGIO AL PASSATO SEMPRE PRESENTE Di Arturo Pucci

 


Mentre andavo dallo Ionio sul Tirreno,
ho notato un giovane che andava come un treno.
Camminava saltellando come una molla,
con i lunghi capelli attorcigliati come una cipolla.
Mi tornano alla mente le grandi, nobili donne greche,
quando sull'Agorà si mostravano fiere e beate.
Anche loro con stile portavano i capelli a cròbilo,
mostravano ai filosofi la loro stupenda nobiltà.
Con i loro lunghi capelli creavano una cipolla,
col capo al vento e il nobil corpo allietava la folla.
Le nobildonne erano fiere di mostrare la loro chioma,
l’avevano imparato anche le donne dell’antica Roma.
Il cròbilo anche a Roma era conosciuto come Cipolla,
a ragione mostravano che la loro bellezza non molla.
In special modo quando da Roma si spostavano,
alle belle donne piaceva mostrare quanto valevano.
Alla fin fine, cròbilo o cipolla che differenza fa,
le belle donne sia Greche che romane erano sempre là.
Nell'Agorà che in Colosseo erano sempre molto belle,
oggi con o senza Cròbilo splendono come stelle.


©2024 Arturo Pucci PremioParoleNuove AnimaDiVento




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