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La poesia di Annamaria Vezio – di Enrico Marco Cipollini Ogni silloge si dipana su tanti e sovra tutto svariati e speziati temi i quali hanno, un comune denominatore che è la trascendenza –i titoli non sono messi a caso- da un mondo dominato dal tempo edace e costellato più da dolori che gioie per cercare una dimensione di pieno amore, una ricerca tramite il lògos poetico della comprensione dell’essere in quanto la verità non si nasconde più ma si disvela nel senso greco del verbo. Tolto il velo dell’apparenza alla mondanità, il sostrato che mai non muta è il dolore, la sofferenza, la gioia, il valore degli affetti: ciò che l’Autrice chiama «essenza della persona» non vista come mezzo, strumento ma quale fine a sé stante. Sia ben chiaro, noi non leggiamo il mondo ma il nostro mondo, non appercepiamo le cose ma le nostre cose, i nostri desideri e non delle astratte esigenze e nella poesia, linguaggio anti-reificante per antonomasia, domina il cosiddetto “fantasma iconico” che, detto in altre parole, non è altro che la diversa capacità significativa della parola. Impossibile quindi “oggettivizzare” la poesia, impossibile a tradursi in altro linguaggio. Il critico e il l

lunedì 28 ottobre 2024

I MIEI SOGNI TRA LE NUVOLE di Natalina Di Legge

 


Il cielo
ha steso oggi
candide lenzuola ad asciugare,
sulla terra
che resta lì a guardare.
Le vele al vento
si muovono piano,in mezzo al mare
plana felice
un candido gabbiano,
mentre una porta si apre per spiare lontano.
Si ritrova
a remare in quel cielo
il mio pensiero
e, nel tempo che è sfuggito
vi ritrova le cose perdute.
Certezze,
chiavi smarrite, occasioni, carezze,
risposte, attese, speranze memorie sopite.
E poi ancora…
conchiglie, giocattoli rotti,
un’altalena che si muove piano
e tante piccole gioie
racchiuse nel palmo della mano.
Strade di sole
e di vento,
antichi sapori, profumi di pulito,
un letto appena fatto,
una luce ancora accesa,
un rimprovero
e un sorriso nella voce di mia madre
-dove sei stata finora, mi hai fatto stare in pena-.
E il cuore che diventa leggero,
nel cielo nuvole rade.
E’ tardi,
vado a letto,
cammino in punta di piedi,
per non turbare i miei sogni che,
tra le nubi
sono fermi ad aspettare.

©2024 Natalina Di Legge PremioParoleNuove AnimaDiVento




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