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La poesia di Annamaria Vezio – di Enrico Marco Cipollini Ogni silloge si dipana su tanti e sovra tutto svariati e speziati temi i quali hanno, un comune denominatore che è la trascendenza –i titoli non sono messi a caso- da un mondo dominato dal tempo edace e costellato più da dolori che gioie per cercare una dimensione di pieno amore, una ricerca tramite il lògos poetico della comprensione dell’essere in quanto la verità non si nasconde più ma si disvela nel senso greco del verbo. Tolto il velo dell’apparenza alla mondanità, il sostrato che mai non muta è il dolore, la sofferenza, la gioia, il valore degli affetti: ciò che l’Autrice chiama «essenza della persona» non vista come mezzo, strumento ma quale fine a sé stante. Sia ben chiaro, noi non leggiamo il mondo ma il nostro mondo, non appercepiamo le cose ma le nostre cose, i nostri desideri e non delle astratte esigenze e nella poesia, linguaggio anti-reificante per antonomasia, domina il cosiddetto “fantasma iconico” che, detto in altre parole, non è altro che la diversa capacità significativa della parola. Impossibile quindi “oggettivizzare” la poesia, impossibile a tradursi in altro linguaggio. Il critico e il l

giovedì 28 marzo 2024

Notte Di Daniela Dante


Così mi saluta la notte,

con una luna diamante

nel cielo

ch'è tavola di luce

dopo il temporale,

è dono baciato

che seda le ansie

del giorno di festa

conclusa in amaro

stare nel nido

immobile, assorta

covare lunari parole

dentro il becco,

nella pinna caudale

e aprirsi fiore al sole

corpo che migra nel cosmo.

O luna notturna

domani il sorriso!


 ©Daniela Dante

Giornata Mondiale della Poesia AnimaDiVento2024



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