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La poesia di Annamaria Vezio – di Enrico Marco Cipollini Ogni silloge si dipana su tanti e sovra tutto svariati e speziati temi i quali hanno, un comune denominatore che è la trascendenza –i titoli non sono messi a caso- da un mondo dominato dal tempo edace e costellato più da dolori che gioie per cercare una dimensione di pieno amore, una ricerca tramite il lògos poetico della comprensione dell’essere in quanto la verità non si nasconde più ma si disvela nel senso greco del verbo. Tolto il velo dell’apparenza alla mondanità, il sostrato che mai non muta è il dolore, la sofferenza, la gioia, il valore degli affetti: ciò che l’Autrice chiama «essenza della persona» non vista come mezzo, strumento ma quale fine a sé stante. Sia ben chiaro, noi non leggiamo il mondo ma il nostro mondo, non appercepiamo le cose ma le nostre cose, i nostri desideri e non delle astratte esigenze e nella poesia, linguaggio anti-reificante per antonomasia, domina il cosiddetto “fantasma iconico” che, detto in altre parole, non è altro che la diversa capacità significativa della parola. Impossibile quindi “oggettivizzare” la poesia, impossibile a tradursi in altro linguaggio. Il critico e il l

domenica 6 febbraio 2022

RIFLESSIONI di Marinella Manca


Piangerai in ginocchio e sui ceci del castigo il disagio procurato alla psiche delle generazioni!

Nella tempesta canne al vento oscillano all’impazzata ma non si spezzeranno!

Il credo ha lunghe braccia e lentamente sta arrivando per abbracciare il coraggio di chi lotta per i sapienti della terra…  

allora torneranno a fiorire i ciliegi con fiori immacolati, ricamati su foglie autunnali intarsiate di Agemina…metalli preziosi a rivestire orli scuciti in questo tempo sbiadito.

Rinascerà il suolo dopo aver attraversato onde massicce in un oceano impazzito di mille credenze, falsi bugiardi su tutti i fronti… fili di speranza scaveremo sui monti della consapevolezza!

Paesi liberi cavalcheranno immense praterie e fiumi in qui potranno abbeverarsi tutte le specie e senza discriminazioni!

La bocca della verità troverà petali di luce che avea il mandorlo al primo albore, riveder potrai anime rivestite di ali di libertà e sogni nei cieli gitani.

Brezze infuriate a scuotere coscienze mascherate e nell'aria espandersi brividi di perdono, ma, sarà dura ricucire gli strappi procurati e rattoppati ancora caldi, ridare un volto allo specchio senza maschera.

Allora l’amore non sbadiglierà di noia quando vedrà l'aurora sorridere...

la terra non germoglierà altera di papaveri e prepotente di margherite se prima non avrai sparso semi di cortesia e risanato fiumi di parole sconnesse, imbrattate da piogge rosse e malsane.

Avrai avrai specchi di cielo e arabeschi azzurri simili all’agèmina a lambire mente e corpo, ci saranno pupille incantate, bagnate di schizzi e scintille argentee in manti di stelle…

faran risorgere e torneremo tutti tra amate sponde.


@2022Marinella Manca PremioParoleNuove







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