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La poesia di Annamaria Vezio – di Enrico Marco Cipollini Ogni silloge si dipana su tanti e sovra tutto svariati e speziati temi i quali hanno, un comune denominatore che è la trascendenza –i titoli non sono messi a caso- da un mondo dominato dal tempo edace e costellato più da dolori che gioie per cercare una dimensione di pieno amore, una ricerca tramite il lògos poetico della comprensione dell’essere in quanto la verità non si nasconde più ma si disvela nel senso greco del verbo. Tolto il velo dell’apparenza alla mondanità, il sostrato che mai non muta è il dolore, la sofferenza, la gioia, il valore degli affetti: ciò che l’Autrice chiama «essenza della persona» non vista come mezzo, strumento ma quale fine a sé stante. Sia ben chiaro, noi non leggiamo il mondo ma il nostro mondo, non appercepiamo le cose ma le nostre cose, i nostri desideri e non delle astratte esigenze e nella poesia, linguaggio anti-reificante per antonomasia, domina il cosiddetto “fantasma iconico” che, detto in altre parole, non è altro che la diversa capacità significativa della parola. Impossibile quindi “oggettivizzare” la poesia, impossibile a tradursi in altro linguaggio. Il critico e il l

domenica 6 febbraio 2022

Agèmina Di Enzo Di Giovanni

 

Essere agemina di te

poter intarsiare il cuore

di sereno amore affinché

tu possa aver più valore.

Con mia destrezza antica

ripercorrere a ritroso

mano leggera pudica

tuo corpo generoso.

Riempire poi di speranza

solchi dalla vita incisi

come canto di romanza

intrecciati e mai divisi.

E brillare con te al sole

di preziosi e di riflessi

tra magici boschi e aiuole

con i cuori ora connessi.

Assecondami che sia

agemina vita mia

un intarsio che ci unisce

oggi ancor e ci stupisce.

Di brillanti sentimenti

che nessun può cancellare

resterà solo ai posteri

qual bellezza da mostrare.


©2022Enzo Di Giovanni  PremioParoleNuove




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