Informazioni personali

La mia foto
La poesia di Annamaria Vezio – di Enrico Marco Cipollini Ogni silloge si dipana su tanti e sovra tutto svariati e speziati temi i quali hanno, un comune denominatore che è la trascendenza –i titoli non sono messi a caso- da un mondo dominato dal tempo edace e costellato più da dolori che gioie per cercare una dimensione di pieno amore, una ricerca tramite il lògos poetico della comprensione dell’essere in quanto la verità non si nasconde più ma si disvela nel senso greco del verbo. Tolto il velo dell’apparenza alla mondanità, il sostrato che mai non muta è il dolore, la sofferenza, la gioia, il valore degli affetti: ciò che l’Autrice chiama «essenza della persona» non vista come mezzo, strumento ma quale fine a sé stante. Sia ben chiaro, noi non leggiamo il mondo ma il nostro mondo, non appercepiamo le cose ma le nostre cose, i nostri desideri e non delle astratte esigenze e nella poesia, linguaggio anti-reificante per antonomasia, domina il cosiddetto “fantasma iconico” che, detto in altre parole, non è altro che la diversa capacità significativa della parola. Impossibile quindi “oggettivizzare” la poesia, impossibile a tradursi in altro linguaggio. Il critico e il l

lunedì 31 gennaio 2022

Agèmina Di Maria Chiarello

 Agèmina


Ad ogni passo

ho cesellato pezzi di vita

tra i tramonti

intarsiati di fili dorati

dal sole.

Ho ascoltato la luna

e puntellato la speranza

mescolata alla policromia dei giorni.

Agèmina

è l’alba e la sera

il vento melodioso che trascina

ogni cosa ai verdi campi

tutto raccoglie nell’incastro

nel fresco profumo

della vita e del creato,

ogni cosa trova il suo posto.


 ©2022Maria Chiarello PremioParoleNuove



Nessun commento:

Posta un commento

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.

AnimeDiVento

La parola scalza - Di Giovanna Malara Restuccia

Era lì, seduta a guru sulle scogliere di basalto, tra il profumo del cappero e il muschio salmastro, spesso mi domandavo: se la bellezza re...