E poi ci sono le anime antiche, quelle che si sentono bene solo nei silenzi.
Si scostano dal fragore, le onde impazzite le scardinano.
Le anime antiche...
Le anime antiche tremano di freddo quando gli applausi scrosciano
e disintegrano le onde del Creato con le loro scomposte vibrazioni.
-È nel silenzio che si può udire ogni voce del Creato-
Le anime antiche sorridono ai riconoscimenti massivi,
e si chiedono perché...
perché tal plauso…
loro si riconoscono già;
perché tanto rumore, tanta polvere...
sanno già cosa e chi sono
e soffrono del rumore attorno che abbassa le onde vibrazionali
e le costringe a discese violente nel magma dell'inconcludenza.
Laddove loro non ci sono.
Le anime antiche hanno voce di vento, avvolgono chiunque, chiunque può udirne il messaggio
e chiunque può passargli attraverso o insieme;
non si preoccupano che la voce insegni, è sufficiente che essa accarezzi e risvegli la stessa fragranza.
Che il vento risvegli.
E non importa che la voce abbia un volto, non importa.
Importa che la voce risvegli.
Le anime antiche sorridono vagando fra le sfere,
sorridono nella tenerezza di suoni di anime affini che viaggiano insieme.
Le anime antiche guardano mestamente quell'altre anime scomposte arrancare nel caos,
inconsapevoli di dissolversi nel frastuono dell’assillo di essere riconosciute;
di finire tristemente risucchiate in gole di fiamme che brucia le loro ali.
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